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I KPI del blocco operatorio: come misurare l’utilizzo delle sale

di Corrado de Pinto · Responsabile Comunicazione LORAN · 7 Ottobre 2026 · 4 min di lettura

I KPI del blocco operatorio: come misurare l’utilizzo delle sale

Il blocco operatorio è una delle aree più costose di un ospedale e una delle più difficili da governare. Le sale sono disponibili, le équipe ci sono, eppure a fine giornata il tempo davvero usato per operare è spesso meno di quanto pianificato. Per capire dove si perde serve misurare. Ecco gli indicatori più usati, come si calcolano e quali dati servono per averli affidabili.

Prima di tutto: i tempi giusti

Ogni KPI nasce da pochi orari registrati per ogni intervento. Se questi orari sono ricostruiti a memoria o scritti a fine turno, gli indicatori perdono valore. I principali sono:

  • ingresso del paziente nel blocco e in sala;
  • inizio e fine dell’anestesia;
  • incisione e sutura, cioè l’inizio e la fine dell’atto chirurgico;
  • uscita del paziente dalla sala;
  • sala pronta per l’intervento successivo.

Gli indicatori essenziali

1. Tasso di utilizzo della sala

È il rapporto tra il tempo in cui la sala è occupata da pazienti e il tempo di sala disponibile da programma. È l’indicatore di sintesi: dice quanto della capacità pianificata viene usata davvero.

2. Puntualità del primo intervento

Misura quante giornate iniziano all’orario previsto. Un primo intervento in ritardo si trascina su tutta la seduta, quindi è spesso il primo punto su cui intervenire.

3. Tempo di cambio (turnover)

È il tempo tra l’uscita di un paziente e l’ingresso del successivo. Comprende pulizia, preparazione della sala e del materiale. Ridurlo anche di pochi minuti per cambio libera tempo utile a fine giornata.

4. Sforamenti e sottoutilizzi

Indicano le sedute che finiscono oltre l’orario o molto prima. Gli sforamenti generano straordinari e stress del personale, i sottoutilizzi sono capacità persa. Spesso nascono da stime della durata degli interventi poco realistiche.

5. Interventi cancellati il giorno stesso

Ogni cancellazione all’ultimo momento è uno spazio di sala che difficilmente si recupera. Conoscerne le cause (paziente non preparato, materiale mancante, posto letto non disponibile) è il presupposto per ridurle.

6. Durata effettiva rispetto a quella prevista

Il confronto per tipo di intervento e per équipe aiuta a programmare sedute più realistiche e a ridurre sia gli sforamenti sia i tempi morti.

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Dal dato alla decisione

Gli indicatori servono se vengono letti con regolarità da chi organizza le sedute: direzione sanitaria, coordinamento del blocco, responsabili delle unità operative. Tre accorgimenti fanno la differenza:

  • Rilevare i tempi in tempo reale, in sala, con pochi clic, invece di trascriverli dopo.
  • Collegare tempi e materiali: sapere quali dispositivi e quale strumentario sono stati usati per ogni intervento rende più semplice capire costi e cause dei ritardi.
  • Usare cruscotti condivisi, aggiornati ogni giorno, invece di report mensili che arrivano quando il problema è passato.

Gli strumenti LORAN per il blocco operatorio

MediTime registra le fasi dell’intervento in tempo reale e trasforma i tempi in cruscotti di indicatori per il blocco operatorio. TNT Web 2.0 traccia i materiali di sala operatoria, dal magazzino all’intervento. Per l’analisi a livello aziendale o regionale, MediData mette insieme i dati clinici, amministrativi ed economici in indicatori condivisi.

Come si parte: un primo incontro con la direzione o il coordinamento del blocco per capire come vengono rilevati oggi i tempi; una dimostrazione di MediTime sui vostri flussi; una proposta di avvio con indicatori e cruscotti concordati.

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